martedì 19 gennaio 2021
L'estremista della verità.
martedì 12 gennaio 2021
Intervista all'avv. Giovanni Formicola sulla figura e l'opera di Giovanni Cantoni
Innanzitutto, chi è stato Giovanni Cantoni?
sabato 26 dicembre 2020
Giovanni Cantoni, maestro e guida della Contro-Rivoluzione in Italia
A un anno dal transito, la Comunità Opzione Benedetto e l'Associazione Tradizione Famiglia e Proprietà vogliono ricordare la straordinaria figura di Giovanni Cantoni.
Sabato 16 gennaio 2021 h. 17:00-18:30
Introduce e modera Juan Miguel Montes Cousino (TFP - direttore ufficio di Roma)
Interventi:
Giovanni Cantoni, l'uomo e l'opera
Eugenio Capozzi (ordinario di storia contemporanea nell'università Suor Orsola Benincasa - Napoli)
Giovanni Cantoni, l'estremista della verità
Giovanni Formicola (Comunità Opzione Benedetto)
Con una testimonianza di Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere
L'incontro si terrà in videoconferenza sulla piattaforma Zoom.
Il collegamento per poter accedere all'incontro è https://us02web.zoom.us/j/83399832269
venerdì 20 novembre 2020
1975 - 20 novembre - 2020
Quarantacinque anni fa si compiva il pellegrinaggio terreno di Francisco Franco Bahamonde (1892-1975). In un altro tempo, la Chiesa avrebbe da tempo iniziato il processo di beatificazione d'un uomo che, proclamando e guidando con fede ardente, eroismo e sagacia militare, la cruzada nacional anticomunista, le ha garantito la sopravvivenza storica (cfr. il mio Difesero la fede, fermarono il comunismo). Per capirci: questa presenza storica è praticamente scomparsa, e con essa fede e missione cristiane, nei luoghi d'origine dei suoi padri. E quanto essa sia importante lo dice il tratto paolino fides ex auditu (Rm 10,17). Cioè la fede dipende dalla predicazione - che a sua volta dipende dalla agibilità storica della Chiesa -, e senza la fede non si può piacere a Dio (Eb 11,6). Invece di beatificarlo, o almeno onorarne la memoria, dopo averlo contrastato in vita preferendogli addirittura terroristi comunisti, anarchici, etarras, oggi troppi uomini di Chiesa - e non solo chierici - se non hanno dannato la sua memoria, lo hanno dimenticato e ignorato, e purtroppo si sono anche fatti complici della postuma vendetta socialcomunista, non vietando - l'unica eroica opposizione nota è stata del priore Santiago Cantera - l'esumazione delle sue spoglie mortali dall'abbazia della Santa Cruz, meglio nota come Valle de los caìdos, cioè la profanazione della salma, espulsa con la forza di stato dal suo avello.
giovedì 15 ottobre 2020
John il selvaggio
Nel romanzo di Aldous Huxley, Il mondo nuovo. Ritorno al mondo nuovo (trad. it., Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1993) compare in un suo snodo cruciale una figura, “John il selvaggio”. Il personaggio che si ribella a tutta la perfezione di plastica, artificiale e prodotta in laboratorio, del “mondo nuovo”, la cui risposta al vuoto esistenziale che crea nell’uomo è la somministrazione di una droga sintetica, che lo aliena ancora di più. E, verso la conclusione della storia, John ha un dialogo drammatico con uno dei reggitori di quel «brave new world», in cui l'igiene è perfetta, la malattia è sparita grazie all'ingegneria genetica, il distanziamento sociale è spinto fino alla proibizione della riproduzione vivipara e al divieto di tenere in braccio e allattare i bambini.
«“[...] Io amo gli inconvenienti [fece il selvaggio].
«“Noi no” disse il Governatore. “Noi preferiamo fare le cose con ogni comodità”.
«“Ma io non ne voglio di comodità. Io voglio Dio, voglio la poesia, voglio il pericolo reale, voglio la libertà, voglio la bontà. Voglio il peccato”.
«“Insomma” disse Mustafà Mond “voi reclamate il diritto d’essere infelice”.
«“Ebbene sì” disse il Selvaggio in tono di sfida “io reclamo il diritto di essere infelice”.
«“Senza parlare del diritto di diventar vecchio e brutto e impotente; il diritto di avere la sifilide e il cancro; il diritto d’avere poco da mangiare; il diritto di essere pidocchioso; il diritto di vivere nell’apprensione costante di ciò che potrà accadere domani; il diritto di prendere il tifo; il diritto di essere torturato da indicibili dolori d’ogni specie”.
«Ci fu un lungo silenzio.
«“Io li reclamo tutti” disse il selvaggio finalmente»1 .
1 A. Huxley, op. cit., pp. 213-214.
mercoledì 30 settembre 2020
"Quando il pastore si trasforma in lupo...
...tocca anzitutto al gregge di difendersi" scrive dom Guéranger ne L'Année liturgique, in occasione della festa di san Cirillo (9 febbraio). Quando il vescovo Nestorio affermò, in cattedra, che il figlio di Maria non era "che un uomo strumento della civiltà", fu un semplice laico, Eusebio, a sorgere in mezzo all'assemblea per protestare contro questa bestemmia e questa empietà. Dom Guéranger spiega: "Normalmente la dottrina scende dai vescovi al popolo fedele, e i soggetti, nell'ordine della fede, non hanno da giudicare i loro capi. Ma nel tesoro della Rivelazione vi sono dei punti essenziali che ogni cristiano, per il fatto stesso di essere tale, deve conoscere e necessariamente custodire". Dunque, che ogni cristiano interroghi sé stesso circa questa necessaria conoscenza e custodia. Dom Guéranger aggiunge: "I veri fedeli sono uomini che, in tali congiunture [quando il pastore si trasforma in lupo e tradisce la sana dottrina (2Tm 4,3)], traggono solo dal loro battesimo l'ispirazione per la loro linea di condotta; non sono dei pusillanimi che, col pretesto specioso di sottomettersi ai poteri stabiliti, aspettano, per correre contro il nemico o per opporsi alle sue azioni, un programma che non è necessario venga loro dato". Un "programma"? Noi oggi diremmo un "mandato" .
Jean Madiran, pseudonimo di Jean Arfel [1920-2013], L'eresia del XX secolo, prefazione, trad it. Volpe, Roma 1972 [1968], pp. 14-15)



